


🌬️ M27 – La Nebulosa Manubrio (Dumbbell Nebula)
🔭 Presentazione dell’oggetto
M27, conosciuta anche come Nebulosa Manubrio (in inglese Dumbbell Nebula), è una spettacolare nebulosa planetaria situata nella costellazione della Volpetta (Vulpecula). È uno degli oggetti più brillanti e facilmente osservabili di questo tipo, ed è visibile anche con piccoli telescopi.
La sua forma, simile a quella di un manubrio da palestra, è dovuta ai gas ionizzati espulsi da una stella morente: il suo nucleo, una nana bianca, è ciò che rimane dopo la fase finale della vita di una stella simile al nostro Sole.
📜 Storia e catalogazione
M27 fu la prima nebulosa planetaria mai scoperta: venne osservata da Charles Messier nel 1764. L’astronomo la descrisse come una “nebulosità ovale priva di stelle”, e la catalogò come il 27° oggetto del suo famoso elenco.
Il termine “planetaria” è in realtà un errore di interpretazione ottica: queste nebulose apparivano agli antichi osservatori come dischetti simili ai pianeti. Oggi sappiamo che sono le “ultime parole” di stelle morenti di piccola massa.
🧬 Aspetti scientifici
- Tipo: Nebulosa planetaria
- Distanza: circa 1.360 anni luce
- Diametro apparente: circa 8 arcmin (ma si estende oltre i 15′)
- Dimensioni reali: circa 2,5 anni luce
- Stella centrale: nana bianca di magnitudine +13,5
- Età stimata: ~9.800 anni
M27 è composta da gas espulso da una stella in fase di morte. Il gas viene ionizzato dalla radiazione ultravioletta della stella centrale, causando la caratteristica colorazione in H-alpha, OIII e altri filtri: il verde-azzurro dell’ossigeno doppio ionizzato è particolarmente evidente in astrofotografia.
🔭 Dove e come osservarla
- Costellazione: Volpetta (Vulpecula)
- Ascensione Retta: 19h 59m
- Declinazione: +22° 43′
- Periodo migliore: da giugno a settembre, culmina a fine estate
🔍 A occhio nudo
Invisibile ad occhio nudo anche da cieli bui.
🔭 Con binocolo o telescopio
- Con un binocolo 10×50 in cieli scuri, appare come una debole nebulosità
- Con telescopi da 150 mm in su, prende forma e si distingue la tipica struttura “a clessidra”
- L’uso di filtri OIII o UHC aiuta moltissimo a evidenziarla nel visuale
📸 Astrofotografia
- Richiede pose lunghe (da 60″ a 300″) e stacking per far emergere le parti esterne
- Filtri a banda stretta (OIII e H-alpha) sono ideali per esaltare i dettagli
- La stella centrale è ben visibile in pose brevi
- Ottima da riprendere anche con camere a colori e reflex modificate
🖼️ Crediti immagine
Immagine acquisita presso l’Osservatorio Antonelli con Canon 400D full spectrum + telescopio Newton 254/1200 su montatura EQ6.

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